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7 Febbraio 2026, San Riccardo

Botti da orbi

Non mi sono mai considerato un “telebanimalista” cioè un animalista talebano.

Mi rende, infatti, irascibile vedere chi, in sfregio anche al buon senso, acquista una bistecca di filetto per festeggiare il primo anno del proprio “pelosello” o, peggio, lo festeggia con una torta “artigianale gourmet” gluten free, lactose free, sugar free… mentre il vicino anziano, magari, mangia pasta in bianco perché la pensione non basta.

Mi infastidisce anche vedere un cane seviziato raccogliere più indignazione di un bambino nella sua stessa condizione, così come sapere che per un animale d’affezione si spenda più di quanto si farebbe per il proprio nipote. È una distorsione evidente dell’umanità, dell’empatia e, forse, anche della civiltà che già dice molto su di noi.

Detto questo, con un minimo di equilibrio e di ragionevolezza che talvolta mi attribuisco (… talvolta), tornando al titolo e al merito di questo pezzo, credo che i botti di fine anno siano un’usanza ormai fuori tempo.

Ma un tempo avevano forse un senso? Forse sì, un tempo: quando il rumore era un’eccezione e non un bombardamento; quando non esisteva una consapevolezza diffusa sugli effetti su animali e persone fragili e quando soprattutto non si viveva in un mondo saturo di stimoli, esplosioni, stress.

Ma torniamo all’oggi e al ragionamento che stavamo proponendo.

Al di là delle dita mozzate e degli occhi persi ogni anno (309 feriti solo quest’anno), rappresentano un danno evidente per animali domestici e selvatici che non festeggiano con panettone e spumante, ma vivono il rumore come terrore puro, in casa o nei boschi non cambia.

Un tempo ero io quello che comprava i fuochi, che faceva esplodere petardi ad ogni ora e che cercava il botto più forte appena dopo la mezzanotte. Da qualche anno ho smesso.

In questa rinuncia sono diventato cane, gatto, capriolo e cervo, scegliendo l’empatia al posto del fragore. Un’empatia che dovremmo imparare ad avere anche per gli animali, senza mai dimenticare l’uomo. Troviamo, dunque questa nuova dimensione, evitando anche la statistica dei… botti da orbi.

Auguri a tutti voi!

Fabio Bristot – Rufus

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4 risposte

  1. SECONDO ME I SINDACI DI OGNI COMUNE DOVREBBERO METTERSI D’ACCORDO DI SPARARE I FUOCHI IN UN LUOGO SICURO PER TUTTI E VISIBILI A TUTTI

  2. Grazie! Condivido pienamente quanto hai manifestato. Il silenzio è regola d’oro per una maturità della persona, perché in esso troviamo il senso, il significato del nostro pensiero e del nostro conseguente fare.
    Se ci necessita di far festa facciamolo in modo più semplice, senza recar danno alcuno. Un po’ per volta, impariamo a dar valore all’empatia con realtà animate e non: ne va del tenore della nostra vita.
    Credo che molti ne siano consapevoli, ma non si fermano a manifestarlo.
    Ciao!

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