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7 Febbraio 2026, San Riccardo

Belluno ritrova un capolavoro perduto: torna al museo un famoso dipinto rubato nel 1973

La “Madonna con Bambino” di Antonio Solario, torna a casa dopo più di cinquant’anni. Questa mattina, infatti, il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha consegnato ai Musei Civici di Belluno il dipinto rubato nel 1973. L’opera era giunta originariamente al Museo di Belluno come un dipinto di Giovanni Bellini, per poi essere attribuita, con parere unanime da parte degli studiosi, ad Antonio Solario, noto pittore di scuola veneziana attivo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Al museo di Belluno, nella vecchia sede di Palazzo dei Giuristi, il quadro era rimasto fino alla notte tra il 24 e 25 agosto 1973 quando era stato sottratto e, nonostante le indagini avviate nell’immediatezza del furto, se ne era persa ogni traccia.

Dopo alcuni decenni di silenzio, nel febbraio del 2017 i Musei civici di Belluno sono stati informati del tentativo di vendita all’asta della tavola da parte di un privato cittadino britannico e il Nucleo Carabinieri T.P.C. di Venezia ha individuato il dipinto in una Casa d’aste inglese. Con l’obiettivo del rimpatrio, è stato avviato un complesso processo che ha visto coinvolti, in particolare, i Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, i Musei civici, l’Amministrazione comunale, il ministero della Cultura, la procura della Repubblica di Belluno e la Soprintendenza per il Comune di Venezia e Laguna. L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e lo scoppio della pandemia hanno rallentato il percorso di rientro dell’opera, ma a maggio 2025, dopo anni di lavoro congiunto, grazie anche alla mediazione di un avvocato italo-americano, alla disponibilità della detentrice in buona fede e al supporto di ARTE Generali, è stato finalmente possibile riportare l’opera a Belluno.

Un ottimo modo per iniziare a festeggiare il 150° compleanno del Museo Civico di Belluno, che ricorre nel 2026. Il dipinto, infatti, apparteneva alla collezione di quadri donata alla città di Belluno nel 1872 dal medico bellunese Antonio Giampiccoli e faceva parte del primo nucleo di opere che hanno dato origine al museo cittadino, aperto al pubblico per la prima volta nel 1876.

Grande soddisfazione da parte dell’Amministrazione e di tutti gli attori coinvolti. «Restituire questo dipinto alla città significa restituirle un frammento della sua identità, della
sua storia e della sua anima. Da oggi, questa opera d’arte non è solo un tesoro ritrovato: è un simbolo vivo di giustizia, di legalità e di amore per il bene comune. E sarà nostra cura ridonarlo alla cittadinanza con il rispetto, il valore e la dignità che merita», ha assicurato il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin. Dopo aver ricordato le difficoltà e il lavoro fatto per il rientro, l’assessore alla Cultura Raffaele Addamiano ha aggiunto: «Ora possiamo tranquillamente affermare con soddisfazione che adesso la cultura bellunese ha un assoluto valore aggiunto che fa finalmente giustizia di un remoto torto subito».

Sul lavoro e l’importanza della collaborazione si è soffermato anche il Comandante provinciale dei Carabinieri, Enrico Pigozzo: «Direi che la parola chiave del risultato è stata proprio “determinazione”, la volontà di tutti, e sicuramente dell’Arma, di giungere al risultato di oggi, ovvero restituire un simbolo di Belluno ai suoi cittadini. Quando abbiamo realizzato che eravamo al punto finale, abbiamo ulteriormente rafforzato il coordinamento tra tutti gli attori, finché una sera, ho ricevuto il messaggio che l’opera era nell’Ambasciata Italiana di Londra, finalmente in suolo italiano, pronto per tornare a casa», ha raccontato.


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16 risposte

  1. Buonasera. Oltre a ringraziare l’Arma e tutti coloro che si sono prodigati per il rientro del prezioso dipinto, rivolgo un pensiero alla disponibilità della detentrice in buona fede, che con la sua sensibilità ha permesso la restituzione di un’opera di così grande valore.

    1. Il dipinto torna a casa e va bene così. Ma secondo quanto scrive un quotidiano inglese, la signora che deteneva l’opera in buona fede, per anni si è rifiutata di restituirla opponendosi alle decisioni dei tribunali.

  2. Ammirazione e rispetto ai carabinieri che sono il vanto dell’ Italia. Nulla di simile esiste in altri paesi. I carabinieri rappresentano la parte migliore del nostro paese ed un costante esempio per tutti i cittadini.
    Alla signora inglese occorrerebbe inviare una copia del dipinto con dedica della cittadinanza. Oggi la tecnica aiuta i copisti e rende meno costoso questo lavoro.
    Ma la signora potrebbe mostrare nel suo salotto la prova tangibile della sua onestà.
    Un bell’ esempio sociale tanto per la società inglese che per quella italiana.
    E di buoni esempi oggi c’è più che mai bisogno.

    1. Bravi alle forze dell’ordine, alla sig.ra inglese detentrice ignara dell’opera ,anch’io sono d’accordo per l’invio di una copia autentica dell’opera che di diritto le viene sottratta per ripristinarne il legale possesso ,così sarà in parte riconosciuta la “buona fede”!!
      Per la società tutta ,un esempio di onestà, Il bene trionfa!!!

  3. Mi pare ottima l’ idea di far avere alla Signora Inglese un’ottima copia dell’opera. Sono pronto anche a contribuire alla spesa.

    1. Siamo tutti contenti per il ritorno a casa del dipinto. Ma c’è qualcosa che non quadra: su di un quotidiano inglese, infatti, leggo un articolo sulla vicenda dove c’è scritto che la signora che deteneva l’opera in buona fede, per anni si è opposta alle decisioni dei tribunali che ne ordinavano la restituzione.

  4. Tutto bene quel che finisce bene.
    Una curiosità :
    Dove è stato in questi ultimi 55 anni , quanti proprietari ha cambiato prima di essere segnalato ??

  5. Questa è la conferma che le opere d’arte non “appartengono” ma sono solo custodite da qualcuno e prima o poi, nel tempo, tornano

  6. Essendo un ex mercante di arte antica sez dipinti antichi attività che ho svolto per 50 anni in tutta Italia e commercializzato dipinti su tavola del 5,,600 di madonne con bambino o sacre famiglie con bambini san giuseppe e sant’anna ,, vorrei dire a chi elogia i carabinieri come nuovi eroi oppure ho. Letto anche esperti d’arte antica che riconoscono perche’ , bravi nel settore pittorico e elogiati come grandi conoscitori d,arte ,,a queste persone posso solo dire che i c’c non sono in grado di riconoscere un foglio di carta igienica da un dipinto antico

  7. A Cassina de pecchi in provincia di Milano il Giornalista Giannella ha fondato il museo M.A.I.O-Museo dell’arte in ostaggio.Qui si trovano tutte le schede tecniche delle opere d’arte rubate durante la guerra o rubate da privati.

  8. Dovrebbe il comune inviare alla signora inglese una copia del quadro ma non credo avverrà mai non siamo così signori noi italiani
    Basta vedere come rispettiamo e valorizziamo il bello inteso come opere d arte e paesaggio natura e anche usanze e usi e costumi

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