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7 Febbraio 2026, San Riccardo

Grigory Sokolov inaugura al Teatro Buzzati la propria Stagione di concerti mondiali

Il Teatro Dino Buzzati di Belluno ospiterà sabato 7 febbraio 2026, alle 20.30, il recital di Grigory Sokolov che, come accade ormai da anni, inaugurerà così la propria Stagione di concerti mondiali, offrendo così al pubblico bellunese la possibilità di ascoltare in anteprima assoluta il suo programma 2026.

La serata prevede la Sonata n. 4 in mi bemolle maggiore op. 7 e le Sei Bagatelle op. 126 di Ludwig van Beethoven, seguite dalla Sonata in Si bemolle maggiore D. 960 di Franz Schubert. Nelle note di sala, Paolo Da Col richiama un celebre pensiero di Alfred Brendel: «Nelle Sonate di Beethoven non perdiamo mai l’orientamento […]. Le Sonate di Schubert, invece, accadono», osservazione che sintetizza con efficacia la diversa natura dei due autori.

Il concerto è dedicato alla memoria di Giuliana Coin (1935‑2024), pianista e insegnante che contribuì allo sviluppo della Scuola di Musica “Antonio Miari” di Belluno. Sokolov ebbe modo più volte di suonare e studiare sul suo pianoforte di casa, legame che aggiunge un valore particolare alla serata.

Informazioni su biglietti, tessere, note di sala e programmazione completa della Stagione sono disponibili sul sito belcircolo.org.

Un interprete dalla profonda ricerca musicale

Sokolov, nato a Leningrado (oggi San Pietroburgo), iniziò lo studio del pianoforte a cinque anni e, due anni dopo, fu allievo di Liya Zelikhman alla Scuola Centrale Speciale del Conservatorio della sua città. A dodici anni debuttò in recital e a sedici divenne il più giovane vincitore del Primo Premio al Concorso Internazionale Čajkovskij di Mosca.

Negli anni Settanta intraprese tournée negli Stati Uniti e in Giappone, pur mantenendo un profilo lontano dai riflettori mediatici. La sua carriera si è sviluppata privilegiando la dimensione del concerto dal vivo, ambito nel quale oggi tiene circa settanta recital all’anno.

Una caratteristica spesso ricordata dai musicisti che collaborano con lui è l’attenzione per lo strumento: Sokolov dedica molte ore allo studio sul pianoforte che utilizzerà in concerto, per comprenderne timbro e potenzialità tecniche. Questa cura si riflette nelle sue interpretazioni, considerate da molta critica come letture sempre personali, talvolta sorprendenti, capaci di rinnovare il rapporto con la partitura.

La forza comunicativa dei suoi recital, nei quali l’ascoltatore viene condotto al nucleo più intimo delle opere, è uno degli elementi che ha consolidato nel tempo la sua reputazione internazionale.

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