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7 Febbraio 2026, San Riccardo

Fu un’azienda del Cadore a utilizzare per prima il marchio «Made in Italy»

Sul numero 46 dell’Amico del Popolo “di carta” del 20 novembre, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere per intero l’articolo di Walter Musizza.

«E la merce si spedisce a più pacchi, ciascuno di 20 dozzine d’occhiali, e i pacchi si spediscono in Oriente, in Africa e nella stessa Francia». Così scriveva il prof. Antonio Ronzon sul suo Annuario Storico Cadorino del 1896 riferendosi al successo che stava avendo la fabbrica di occhiali in riva al Molinà a Calalzo, rilevata nel 1887 dal capitano di artiglieria Carlo Enrico Ferrari, nato a Modena nel 1854, figlio del famoso commediografo milanese Paolo Ferrari. La sua era stata un’autentica scommessa: abbandonare la divisa e sviluppare un’attività industriale innovativa in un contesto geografico e sociale problematico, come sottolineava la figlia nel suo diario: «Sembrava di essere in capo al mondo. Nessuna illuminazione stradale, niente medico, niente farmacia. Nessun servizio di comunicazione con il resto del mondo…».

CALALZO DI CADORE – La fabbrica nel 1892 e dopo l’incendio del 1896. A sinistra Guglielmo Berchet, a destra Carlo Enrico Ferrari. Nel cerchio Orlandini, che su questo tema ha tenuto una conferenza a Calalzo lunedì 17.

Bisogna riconoscere che egli seppe, nonostante il forfait dato dai suoi due soci, ammodernare ed ampliare la fabbrica, introducendo nuovi macchinari supportati da una dinamo della Tecnomasio e partecipando a esposizioni importanti. E che la fabbrica fosse già rinomata nel 1892 resta dimostrato dalla visita effettuata il 13 agosto 1892 da Giosué Carducci assieme ad un gruppo di amici, tra cui Albino Zenatti e Michele Barbi, che acquistarono diversi occhiali e perfino un obiettivo fotografico.

Ebbene, dopo quasi 130 anni, ecco che un dato ufficiale, appena venuto alla luce, suggella quel successo industriale: Massimo Orlandini, noto storico d’impresa mestrino, ha reperito quello che molto probabilmente è il documento ufficiale del primo uso del marchio «Made in Italy», riferito proprio agli occhiali della Ferrari.

Si tratta di un opuscolo di 16 pagine, curato da Guglielmo Berchet ed intitolato «Relazione sui concorsi ai premi scientifici ed industriali» del R. Istituto Veneto, di scienze, lettere ed arti per l’adunanza solenne del 23 maggio 1897. In esso si dava la notizia che la fabbrica calaltina aveva ottenuto una medaglia d’oro al concorso industriale dello stesso anno e si diceva che «all’estero sono richiesti gli occhiali dello Stabilimento piantato fra le nostre Alpi, ed anche presentemente in notevole quantità se ne spediscono a Nuova Yorck (sic), e tutti, a differenza di molti dei nostri prodotti che si spacciano con marche inglesi, francesi e germaniche, portano la marca Made in Italy». All’onorificenza veneziana andava ad aggiungersi pure una medaglia d’argento conferita a Torino al concorso ministeriale delle industrie e la nomina a Cavaliere della Corona d’Italia. (…)
Walter Musizza

Autore

  • Sono nato a Pieve di Cadore nel 1965. Mi sono diplomato al liceo classico "Tiziano" di Belluno e laureato all'Università di Padova in Lettere classiche (Glottologia). Sono sposato dal 1996 con Roberta, abbiamo tre figli. • Ho mosso i primi passi nel giornalismo televisivo a Teledolomiti, sono diventato giornalista professionista all'Amico del Popolo nel 1998. Ho scritto e scrivo di un po' di tutto: ladino e minoranze linguistiche, confini della Marmolada, autonomia e autonomie, acque ed energie, ambiente e territorio, sanità e salute, strade ferrovie e trasporti, Europa, Ucraina, ritratti, cultura e spettacoli. Nel 2000 ho realizzato in html il sito internet www.amicodelpopolo.it, occupandomi della sua struttura per un paio di decenni. Ho realizzato i modelli del layout del giornale cartaceo prima con Cci e poi con Indesign. • Al di là del lavoro, la mia passione di studio rimane la linguistica: ho pubblicato diverse cose soprattutto su questioni di ladino e dialetti della provincia di Belluno. Nel 2025 ho coordinato la realizzazione del manuale «Scrivere i dialetti bellunesi», primo tentativo di grafia unitaria per tutte le parlate della provincia di Belluno. • Mi sono ritrovato a ideare e organizzare iniziative di un certo rilievo, su tutte direi la mostra di Tiziano in San Rocco a Belluno nell'autunno 2005 e il Cammino delle Dolomiti. • Sono mappatore OSM.

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