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7 Febbraio 2026, San Riccardo

A Medavàl e ville alte un bar fa da riferimento

L’Amico del Popolo propone una nuova rubrica per raccontare «Luoghi non comuni»: voce alle frazioni e ai villaggi minori, di cui sono costellate le Dolomiti Bellunesi. Cominciando da Medavàl, piccola frazione di San Tomaso Agordino.

La localizzazione (nel cerchio rosso) del “Bar – Alimentari S. Tomaso” a Medavàl (Mezzavalle), giù nel profondo della valle dell’oscuro Ru de le Calchère, dove il sole non arriva per ben quattro mesi; ma il calore umano c’è sempre. Sul versante del Piz Zorlét si dipana irregolare la colonizzazione del territorio con le varie frazioni sparse, sorte negli spazi meno erti del pendìo. Sullo sfondo Forcella San Tomaso, andito per la Valle del Biois.

Il libro dei visitatori è uno strumento comune in vari contesti della montagna. È normale trovarlo, ad esempio, nei rifugi alpini; meno frequentemente presso i punti di riferimento a carattere sociale, a quote minori, importanti se rappresentano un luogo d’incontro strategico. Come in questo caso.

È accertato infatti che il Bar S. Tomaso di Nives De Toffol e C. snc a Mezzavalle / Medavàl costituisca un luogo di sosta, di ritrovo e di rifornimento logistico per la comunità che sta a monte e a valle dell’esercizio.

Si trova a circa 1000 metri sulla comunale che conduce alle alte frazioni appollaiate – com’è evidente nella foto grande di questa pagina – sul versante sottostante il Piz Zorlèt, incredibilmente colonizzato nel corso dei secoli solo per il bisogno di trovare spazi vitali quando attorno al capoluogo Celàt, tutto era stato già ridotto a cultura. Si tratta delle borgate in Comune di San Tomaso Agordino di Vallata, Pianezze, Rónch, Canacéde, Costóia, solo per segnalare le più importanti: qui non si càpita ‘‘di passaggio’’, si arriva apposta, con rotabili dove la disponibilità e il rispetto di chi è al volante quando s’incrocia un’altra autovettura non trovano riscontri nel “selvaggio” fondovalle.

Dove la strada ha inizio, presso l’intersezione con la provinciale di San Tomaso Agordino, si trova l’osteria con alimentari dei De Toffol. È punto d’incontro e di socializzazione per l’intero comune: una specie di ritrovo dove le notizie arrivano e si diffondono prima del giornale, che arriva tardi, portato dalla gentilezza di un avventore; dove la cortesia è di casa e la disponibilità è totale. Come o forse più che in un rifugio alpino: ma di quelli all’antica, semplici, non come quei ‘‘5 stelle’’ che stravolgono l’essenza dell’essere in quota e offrono l’impossibile a clienti esigenti e talvolta maleducati.

E come un rifugio anche il Bar S. Tomaso, con alimentari, da alcuni mesi si è dotato di un libro dei visitatori (…)
Giorgio Fontanive

Antiporta del Libro dei Visitatori, a disposizione dal 22 marzo 2025, e i messaggi lasciati da due clienti il 6 agosto: «Il nostro posto del cuore»; «l’atmosfera autentica che si respira».

Sul numero 41 dell’Amico del Popolo “di carta” del 9 ottobre, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere per intero l’articolo di Giorgio Fontanive.

Autore

  • Sono nato a Pieve di Cadore nel 1965. Mi sono diplomato al liceo classico "Tiziano" di Belluno e laureato all'Università di Padova in Lettere classiche (Glottologia). Sono sposato dal 1996 con Roberta, abbiamo tre figli. • Ho mosso i primi passi nel giornalismo televisivo a Teledolomiti, sono diventato giornalista professionista all'Amico del Popolo nel 1998. Ho scritto e scrivo di un po' di tutto: ladino e minoranze linguistiche, confini della Marmolada, autonomia e autonomie, acque ed energie, ambiente e territorio, sanità e salute, strade ferrovie e trasporti, Europa, Ucraina, ritratti, cultura e spettacoli. Nel 2000 ho realizzato in html il sito internet www.amicodelpopolo.it, occupandomi della sua struttura per un paio di decenni. Ho realizzato i modelli del layout del giornale cartaceo prima con Cci e poi con Indesign. • Al di là del lavoro, la mia passione di studio rimane la linguistica: ho pubblicato diverse cose soprattutto su questioni di ladino e dialetti della provincia di Belluno. Nel 2025 ho coordinato la realizzazione del manuale «Scrivere i dialetti bellunesi», primo tentativo di grafia unitaria per tutte le parlate della provincia di Belluno. • Mi sono ritrovato a ideare e organizzare iniziative di un certo rilievo, su tutte direi la mostra di Tiziano in San Rocco a Belluno nell'autunno 2005 e il Cammino delle Dolomiti. • Sono mappatore OSM.

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2 risposte

  1. Ho raccolto un racconto molto simile a questo anche per un negozio di alimentari stile antico e famigliare di Cadola nel quale ai clienti si misurava addirittura la pressione… Il negozio di vicinato è proprio un presidio di prossimità.

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