Il digiuno: penitenza o atto d’amore?

Digiuno. Macché atto di penitenza!

Atto d’amore al corpo e alla carne propria, di troppo.

Atto d’amore alla carne altrui, che soffre di fame e abbandono.

Dio se ne fa nulla dei nostri digiuni. Lo ha detto 28 secoli fa Isaia: «Digiunare significa dividere il pane con chi ha fame, aprire la casa ai poveri senza tetto, dare un vestito a chi non ne ha, non abbandonare il proprio simile» (Isaia 58,7).

Certo, Cristo Gesù ha digiunato, e forte!, di suo. Poi però ha moltiplicato i pani e i pesci.

Non ha detto di digiunare. Anzi qualche copista sbadato, orecchiando frasi circolanti, ha messo due secoli e mezzo dopo, vangelo di Marco, la parola “digiuno”, che Gesù non disse. «Questo genere di spiriti non può scacciare se non con la preghiera», senza digiuno (Marco 9,29).

Ma oggi si parla di cibo da ogni parte, fino a far chiudere lo stomaco.

Ho davanti una rivista femminile con schede ed elenchi di cibi. Con paradossi che mi fanno sorridere e piangere.
Resto stupito sull’analisi biologica che si fa su ogni tipo di cibo.

Per combattere le malattie, ma soprattutto per allungare la vita, dicono.

Esito: lo stesso cibo fa bene e fa male.

Fa venire l’ansia da controllo. Che, purtroppo, danneggia lo… stomaco.

Gesù ha la parola giusta: non ciò che entra come cibo nel corpo fa male; è ciò che esce dalla mente e dal cuore umano a inquinare il mondo.

Appunto, esce quello spirito di possesso e rapina, sete e fame di dominio su quanto frutta denaro e porta le persone alla fame.

Il digiuno è una tappa, per fermarsi, far silenzio e riflettere. È caratterizzato dal suo fine e dai suoi obiettivi.

Numerato e tabellato come fisso periodico saltuario, pieno o parziale, affibbiato dal medico dietista o fatto da sé, il digiuno ha poco senso. Anche gravato dalla norma tombale: evita il cibo super processato, se riprendi a mangiare (ma poi la diabolica pubblicità industriale te lo pone in tavola, appena apri il cellulare e quindi!).

Allora, senza ansie e pregiudizi mentali, senza troppi calcoli, facciamo digiuno.

Come “nutrimento” alla vita corporea e spirituale, dandole spazio e tempo.

Come condivisione e sostegno di chi ha fame ed è senza acqua.

Come solidarietà e dono per chi soffre miseria in assenza di lavoro.

Come aiuto d’emergenza a chi è sfollato per guerre e tragedie geologiche.

Come leggerezza rispetto al frigo troppo pieno di impulsi golosi a portata di mano.

Come libertà di scelta contro lo scandalo del cibo buttato al macero.

Come festa d’incontro tra persone, ‘‘anche se io digiuno’’, gustando quanto posto davanti, piacevole o spiacevole che sia.

Il cibo è per la vita. Il digiuno è per il senso della vita, che fa tutt’uno col corpo che sono.

Il pane quotidiano richiama il corpo di Cristo Gesù, dato a noi in cibo, per portare la carne che siamo, all’abbraccio con lui.

Un banchetto eterno di festa e di vita.
Gigetto De Bortoli

Autore

  • Sono nato a Pieve di Cadore nel 1965. Mi sono diplomato al liceo classico "Tiziano" di Belluno e laureato all'Università di Padova in Lettere classiche (Glottologia). Sono sposato dal 1996 con Roberta, abbiamo tre figli. • Ho mosso i primi passi nel giornalismo televisivo a Teledolomiti, sono diventato giornalista professionista all'Amico del Popolo nel 1998. Ho scritto e scrivo di un po' di tutto: ladino e minoranze linguistiche, confini della Marmolada, autonomia e autonomie, acque ed energie, ambiente e territorio, sanità e salute, strade ferrovie e trasporti, Europa, Ucraina, ritratti, cultura e spettacoli. Nel 2000 ho realizzato in html il sito internet www.amicodelpopolo.it, occupandomi della sua struttura per un paio di decenni. Ho realizzato i modelli del layout del giornale cartaceo prima con Cci e poi con Indesign. • Al di là del lavoro, la mia passione di studio rimane la linguistica: ho pubblicato diverse cose soprattutto su questioni di ladino e dialetti della provincia di Belluno. Nel 2025 ho coordinato la realizzazione del manuale «Scrivere i dialetti bellunesi», primo tentativo di grafia unitaria per tutte le parlate della provincia di Belluno. • Mi sono ritrovato a ideare e organizzare iniziative di un certo rilievo, su tutte direi la mostra di Tiziano in San Rocco a Belluno nell'autunno 2005 e il Cammino delle Dolomiti. • Sono mappatore OSM.

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