Quelli che ci raccontano le Olimpiadi: Francesca, fotografa con il mito di Lindsey

Sul numero 7 dell’Amico del Popolo “di carta” del 12 febbraio 2026, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), nell’inserto speciale «Dentro i Giochi» puoi leggere per intero l’intervista a Francesca Vieceli sul mestiere del fotografo alle Olimpiadi e nei grandi eventi. Sfoglia L’Amico del Popolo “classico”, non perderti il piacere delle notizie impaginate, della grafica, delle evidenze.

«Un silenzio assordante per interi minuti… Lei ci sperava, si è buttata giù. A capofitto».
Nella tribuna dei fotografi all’arrivo della pista Olympia, in Tofana, domenica 8 febbraio Francesca Vieceli ha vissuto il dramma della caduta di Lindsey Vonn con un’angoscia particolare, profonda. Perché per lei la sciatrice Usa è un mito, un idolo, la segue da anni, ne conosce e riconosce il carattere, la passione, la forza.

«C’ero, alla conferenza stampa in cui ha rivelato la rottura del crociato. Quando ha detto che sarebbe scesa lo stesso, con il tutore. Emozioni! È la persona più resiliente che conosco».

Francesca, cominciamo dall’inizio: nata a Cortina, diploma al liceo classico «Tiziano» di Belluno, laurea in Economia aziendale all’università di Venezia. Lavoro?
«Da trent’anni impiegata customer service estero in Ceramica Dolomite, a Trichiana».

Che non c’entra nulla con la fotografia.
«Quindici anni fa ho iniziato a scrivere recensioni di cinema al Festival di Venezia, per un sito che si chiama NonSoloCinema e già fotografavo per hobby. Mi piaceva fare le foto agli attori, ho cominciato a collaborare con un’agenzia di Milano, Kika Press, e con loro ho lavorato fino all’anno scorso. Sono specializzati proprio nel settore dell’entertainment, cioè spettacolo, mondanità, cronaca rosa, cinema, paparazzate. Anche a Cortina ho iniziato a realizzare questo tipo di foto. Adesso a Cortina lavoro principalmente per il Corriere del Veneto, la mia nuova agenzia si chiama Ipa». (…)

E adesso le Olimpiadi.
«Sono il mio sogno, che parte da molto lontano. Nel 1956 mio papà le ha vissute lavorando a Cortina, aveva 16 anni, io a casa ho mangiato pane e Olimpiadi fin da piccola perché i suoi racconti sui Giochi erano epici, mitici e io e le mie sorelle ne eravamo affascinate».
Com’è fare la fotografa a Cortina? Com’è il dietro le quinte delle Olimpiadi?
«È tutto un po’ complicato, sia per la quantità di traffico, sia per la tecnologia: dall’organizzazione ogni due giorni ci mandano via app istruzioni e un centinaio di slide da scaricare. Gli accrediti li hanno chiusi quasi un anno e mezzo fa, il 7 ottobre 2024. E non tutti vengono accettati: devi essere conosciuto, lavorare per un’agenzia nota, c’è una forte selezione. Poi da lì si parte con una serie di adempimenti burocratici. Ma adesso siamo qui». (…)

Tra Cortina e Venezia
con un po’ di Londra

Cortina e Venezia, soprattutto. Si muove prevalentemente tra gli eventi di queste due mete la fotografa bellunese Francesca Vieceli. Con qualche puntata all’estero, a Londra.

«Sì, un’altra delle mie passioni sono i reali inglesi. Per Kika ho fotografato il matrimonio di Harry e Meghan, poi il Giubileo della regina e sono andata anche alla Coronation di Carlo. Mi sono messa in strada all’alba e ho aspettato 8-10 ore, per il passaggio dei reali in mezzo ai Royal Fan; l’ultima volta anche sotto la pioggia. Questo lavoro è così, impone lunghe attese».

Le maggiori soddisfazioni? «Sicuramente dal matrimonio di George Clooney a Venezia, le mie foto sono state pubblicate anche su riviste inglesi tipo il Mirror. Bene anche il Festival del Cinema, per esempio l’arrivo di Michel Obama con le figlie a Venezia, un po’ di anni fa».

Il fotografo fa i conti con la personalità dei ‘‘famosi’’. «I divi del cinema in Italia sono molto meno professionali e sono più infastiditi dai giornalisti rispetto per esempio a George Clooney, che si presta dall’inizio alla fine. Così è Lindsey Vonn nello sport, sempre disponibile, rispetta il lavoro del fotografo».

Autore

  • Sono nato a Pieve di Cadore nel 1965. Mi sono diplomato al liceo classico "Tiziano" di Belluno e laureato all'Università di Padova in Lettere classiche (Glottologia). Sono sposato dal 1996 con Roberta, abbiamo tre figli. • Ho mosso i primi passi nel giornalismo televisivo a Teledolomiti, sono diventato giornalista professionista all'Amico del Popolo nel 1998. Ho scritto e scrivo di un po' di tutto: ladino e minoranze linguistiche, confini della Marmolada, autonomia e autonomie, acque ed energie, ambiente e territorio, sanità e salute, strade ferrovie e trasporti, Europa, Ucraina, ritratti, cultura e spettacoli. Nel 2000 ho realizzato in html il sito internet www.amicodelpopolo.it, occupandomi della sua struttura per un paio di decenni. Ho realizzato i modelli del layout del giornale cartaceo prima con Cci e poi con Indesign. • Al di là del lavoro, la mia passione di studio rimane la linguistica: ho pubblicato diverse cose soprattutto su questioni di ladino e dialetti della provincia di Belluno. Nel 2025 ho coordinato la realizzazione del manuale «Scrivere i dialetti bellunesi», primo tentativo di grafia unitaria per tutte le parlate della provincia di Belluno. • Mi sono ritrovato a ideare e organizzare iniziative di un certo rilievo, su tutte direi la mostra di Tiziano in San Rocco a Belluno nell'autunno 2005 e il Cammino delle Dolomiti. • Sono mappatore OSM.

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Una risposta

  1. La società dell’immagine necessita delle foto e dei fotografi: solo L’Amico rovina la carriera dei grafici, affidandosi all’AI. Ahi! Ahi! Ahi! No alpipur?

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