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7 Febbraio 2026, San Riccardo

Sale che dà senso, luce che non si spegne: l’identità dei discepoli

«Voi siete il sale della terra. Voi siete la luce del mondo!» (Mt 5,13-16).

Siamo in sosta al Monte delle Beatitudini, seduti attorno al Maestro, nuovo Mosè sulla cattedra del nuovo Sinai, proclamando la Legge della nuova Alleanza. Gesù fa il suo primo discorso, un discorso solenne e programmatico, e rivela quali sono i destinatari privilegiati delle attenzioni di Dio: i poveri e gli oppressi, gli affamati di pace e di giustizia… Domenica scorsa, il Signore ci ha sorpresi a tutti con il preambolo delle Beatitudini, capovolgendo i nostri parametri della felicità. Le sorprese però non finiscono qui. Oggi il Signore si rivolge direttamente a noi suoi discepoli e ci stupisce ancora. Oggi Gesù ci rivela la nostra identità profonda, la nostra verità più autentica: «Voi siete il sale della terra. Voi siete la luce del mondo!». Si rivolge al gruppetto dei suoi discepoli: “Voi”! e usa il verbo al presente “siete”, non al futuro. Lo sono già, il sale e la luce! Non è tanto un’esortazione o un imperativo a diventare qualcosa che non sono ancora, ma la constatazione o una vera investitura. Gesù afferma, inoltre, che sono “il” sale, “la” luce. Non c’è un altro sale, un’altra luce!

Voi siete il sale della terra! Tutti possiamo cogliere la forza di questo paragone. Il sale dà sapore agli alimenti, li rende saporiti! Senza sale non c’è gusto, non c’è piacere nel mangiare. Quindi, il discepolo di Gesù porta sapore alla terra, gusto al convivio umano, senso alla vita. Il sale è collegato anche con l’intelligenza. Ancora oggi diciamo di qualcuno che ha “sale in testa” e di una conversazione insulsa, senza sale. Il discepolo di Gesù è portatore di un sapere, una saggezza, una sapienza nuova che conferisce una nuova intelligenza! Il sale, inoltre, era usato per impedire la decomposizione degli alimenti. Il discepolo di Gesù allora è un antidoto alla corruzione della società. Da questo attributo del sale proveniva pure l’abitudine di spargere del sale sui documenti come segno della loro perennità. Un “patto di sale” era definitivo, non poteva essere violato. Anche l’alleanza di Dio con il suo popolo era chiamata di sale o salata per dire che era eterna.

Voi siete la luce del mondo! Nella Bibbia, la luce è una delle realtà più cariche di simbolismo. Nel vangelo di Giovanni, Gesù dice “io sono la luce del mondo” (Giovanni 8, 12) e san Paolo chiama i cristiani “figli della luce”. Sale e luce hanno un elemento in comune. Entrambi sono in funzione degli “altri”, si fondono con la realtà, il sale si dissolve negli alimenti, diventa invisibile, e la luce si disperde negli oggetti che illumina. Così il cristiano non vive per se stesso, ma per dare sapore agli altri, rendere saporita la società in cui vive e, come la luce, illuminare la realtà che lo circonda. Una presenza discreta, che non richiama l’attenzione su di sé, ma promuove il bene degli altri. Il sale e la luce, però, hanno modalità distinte di presenza. Mentre il sale sparisce, la luce si rende visibile. È il discernimento che ci dirà, di volta in volta e secondo le circostanze, se agire come sale o come luce. Gioia ed entusiasmo? Crisi e confusione? Scandalo e vergogna?

Qual è la nostra reazione davanti a questa sorprendente rivelazione di Gesù, della nostra identità profonda di essere il sale della terra e la luce del mondo? La più immediata e spontanea dovrebbe essere la gioia e l’entusiasmo di vederci così associati alla vita e alla missione di Gesù!

Il peso e la responsabilità di una sì alta vocazione possono anche intimidirci, con giusta ragione. Chi può sentirsi all’altezza di un tale compito? Eppure, Gesù crede in noi, ci fa fiducia, malgrado i nostri limiti e debolezze. E poi non ci lascia soli!

Ha questa nostra chiesa la possibilità di rinascere e, piccola che sia, diventare il sale di questa terra e la luce del nostro mondo? Sì, ci dice la storia bimillenaria della chiesa! Sì, ce lo assicura la speranza! Un solo virgulto basta per fare rinascere il tronco di Iesse. Gli apostoli davanti a Gesù sul Monte delle Beatitudini erano appena… quattro: Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni! Dio non cerca le folle ma un uomo, una donna.  li troverà? Cerca te, cerca me! Siamo noi assai coraggiosi per fare un passo in avanti e dire: “Eccomi, io ci sto!”?

Giulio Antoniol

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