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7 Febbraio 2026, San Riccardo

Franco Dompé tra medicine e bob

Durante i Giochi Olimpici Invernali del 1956 a Cortina e dintorni suscitavano molta curiosità dei furgoncini “Romeo” verdi o rossi con cinque cerchi olimpici sui lati. Erano le sei autoambulanze, provviste di armadietti farmaceutici e complete di autisti e infermieri, messe a disposizione dall’industria farmaceutica Dompé di Milano per assicurare il servizio di assistenza medica, basata su 28 nuclei sanitari collegati telefonicamente. A tale scopo la stessa ditta fornì pure 50 zaini di pronto soccorso e un gran quantitativo di medicinali da utilizzare negli ambulatori allestiti durante i Giochi. Tutto ciò venne molto apprezzato e messo in giusto rilievo nel report ufficiale del CONI e rappresentava il contributo che Franco Dompé, titolare dell’omonima industria, volle dare all’evento sportivo. Certamente questo fatto ebbe una notevole valenza pubblicitaria, ma, nonostante ciò, molti oggi non sono abbastanza consapevoli di quanto gli sport invernali in generale e Cortina in particolare debbano a questo generoso imprenditore.

La bella storia inizia con Onorato Dompé, un piemontese classe 1868, che dopo gli studi universitari iniziò a realizzare medicinali preparati secondo le tecniche innovative della scuola britannica e commercializzati tramite una catena di sue farmacie in Italia e in Svizzera. Un’attività questa proseguita e sviluppata poi dal figlio Franco (1911-2002), laureato in chimica e farmacia all’Università di Pavia, con la fondazione nel 1940, in piena seconda guerra mondiale, della Dompé Farmaceutici.

Grande sportivo fin da giovane, Franco partecipava a gare di canottaggio, nuoto, atletica leggera e rugby, ma fu nel 1936, a Cortina d’Ampezzo, che scoprì la sua vera passione: il bob, disciplina sportiva invernale all’epoca praticata solo nel Nord Europa. Divenuto pioniere di questa disciplina in Italia, egli continuò a cimentarsi in questo sport anche dopo un grave incidente, avvenuto nel 1937 durante un allenamento, che lo costrinse a un lungo ricovero in ospedale. Nel corso dei due anni successivi, dovette sottoporsi a diversi interventi chirurgici, cui vennero ad aggiungersi tanti problemi causati allo stabilimento produttivo dai bombardamenti della Royal Air Force britannica nell’agosto del 1943 e dai sequestri di materiale ad opera dalle truppe tedesche nel maggio del 1944.

Nel 1946, a 35 anni, riuscì a ricostruire l’edificio paterno trasferendovi la produzione e l’anno successivo lanciò la rivista Bellezza d’Italia, che, rivolta alla classe medica con intendimenti anche pubblicitari, poteva contare su un direttore artistico di vaglia, il noto designer Franco Grignani, nonché su collaboratori del calibro di Dino Buzzati, Indro Montanelli, Camilla Cederna e Giuseppe Ungaretti.

Nel 1949 la Dompé Farmaceutici sponsorizzò la 55a edizione del Cimento Invernale, una gara di nuoto che si svolgeva nelle gelide acque del Naviglio milanese, e nel gennaio 1951 venne inaugurata la nuova sede centrale dell’azienda, con la partecipazione anche di Giulio Natta, ex professore universitario di Franco, nonché premio Nobel poi per la Chimica.

Ma ciò nulla tolse alla passione sportiva di Franco, che nel 1951 partecipò con la Nazionale italiana ai Campionati Mondiali di Cortina, classificandosi al 6° posto, e ai Campionati Italiani di bob a due e a quattro, dove conseguì due medaglie d’argento.

Nel 1952, a 41 anni, funse da riserva alle Olimpiadi invernali di Oslo, raggiungendo il culmine della sua carriera sportiva, e in quello stesso anno figurava socio n. 1 del Bob Club di Cortina, fondato nel 1948 da Federico Terschak, Sisto, Guido e Uberto Gillarduzzi, Amedeo Angeli e Francesco De Zanna. Infine, ai Campionati italiani del 1954, insieme al fedele compagno De Zanna, arrivò al secondo posto.

Nel 1956, seppur in tutt’altra veste, partecipò nuovamente alle Olimpiadi organizzando appunto il servizio medicinali dell’evento sportivo con i suoi furgoncini griffati con il marchio aziendale e con la fornitura degli zainetti del pronto soccorso. Un’esperienza la sua documentata dal cortometraggio “Operazione S.O.S.” che testimonia l’ottima organizzazione dei Servizi Medico-Farmaceutici volta a garantire agli 822 atleti di tutto il mondo una perfetta assistenza, tanto che il film fu presentato perfino al Congresso di Medicina Sportiva del Sestriere e ai medici milanesi in una matinée a loro dedicata.

Ma qui mi piace ricordare che Dompé volle che alle Olimpiadi cortinesi fosse dedicato anche un articolo di 10 pagine, intitolato “Candida Olimpia – Cronaca a storia” e firmato da Nilo Romei, sul secondo numero del 1956 di Bellezza d’Italia, con tante belle foto di gare, di atleti e di cerimonie che ci restituiscono ancora la magica atmosfera di quei giorni e di quegli anni, preziose a livello sportivo ma ancor più socio-culturale.

Oggi l’azienda farmaceutica, di cui è presidente il figlio Sergio, nato nel 1955, continua a essere all’avanguardia nell’innovazione con una fitta rete di collaborazioni con i più significativi centri di ricerca internazionali e a supportare con varie iniziative il profondo legame tra la comunità di Cortina d’Ampezzo e gli sport invernali.

Walter Musizza

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