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7 Febbraio 2026, San Riccardo

Rsa di Agordo, lavori di adeguamento e nuovi servizi per 2,5 milioni

Un finanziamento di 2,5 milioni di euro dal Fondo Comuni Confinanti sosterrà un intervento di adeguamento, miglioramento e sviluppo della Rsa di Agordo, gestita da Asca, l’Azienda speciale consortile agordina. L’operazione riguarda il potenziamento dei servizi sociosanitari in un territorio segnato dall’aumento dell’età media della popolazione.

Il contributo copre l’intero programma dei lavori, alcuni già completati e altri in fase di appalto o definizione, con un cronoprogramma complessivo di circa due anni. Tra gli interventi conclusi figurano gli adeguamenti alle normative antincendio delle strutture Polifunzionale 1 e Polifunzionale 2. Il progetto comprende inoltre il miglioramento sismico della struttura Polifunzionale 1 e la realizzazione di un nuovo centro diurno per anziani non autosufficienti, che dal prossimo anno dovrebbe offrire circa quindici posti, ampliando i servizi disponibili nell’Agordino.

Sono previsti anche il potenziamento della rete wi-fi interna, la manutenzione straordinaria delle parti esterne — in particolare del tetto — e una serie di interventi orientati a migliorare l’efficienza energetica complessiva della struttura.

«Si tratta di un investimento di grande rilievo per l’Agordino – dichiara Dario Bond, che continua a essere presidente del Comitato di gestione del Fondo Comuni Confinanti – perché va a rafforzare in modo concreto i servizi sociosanitari in un’area che, come molte zone montane, registra un tasso di anzianità della popolazione sempre più elevato. Garantire strutture sicure, moderne ed efficienti significa rispondere ai bisogni delle persone e delle loro famiglie, ma anche dare stabilità e prospettiva alle comunità locali».

Bond richiama anche la prospettiva di medio-lungo periodo degli interventi: «L’attenzione alle fasce più giovani, attraverso gli interventi sugli istituti scolastici e sui poli di formazione, e quella rivolta alle persone anziane, con il sostegno ai servizi sociosanitari e in particolare alle residenze sanitarie assistite, rappresentano la vera sfida dei prossimi anni. È su questi due fronti che si gioca il futuro delle comunità di montagna, chiamate a restare vive, inclusive e capaci di prendersi cura di tutte le generazioni».

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