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7 Febbraio 2026, San Riccardo

La fiamma non ‘‘scalda’’ mai l’Agordino. Gigi, tedoforo del Follador

Sul numero 5 dell’Amico del Popolo “di carta” del 29 gennaio 2026, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere per intero la vicenda del tedoforo del Follador.

Dopo l’arrivo della fiaccola olimpica in provincia e dopo le discutibili scelte sui tedofori operate dal comitato organizzatore dei Giochi 2026, giova forse ricordare una storia popolare che risale a settant’anni fa, proprio all’epoca delle altre Olimpiadi invernali cortinesi del 1956.

Una storia che fu rispolverata due decenni fa dall’allora dirigente scolastico dell’Istituto Follador di Agordo, Bruno Bulf e dall’insegnante di educazione fisica Antonio Smerilli, in occasione delle Olimpiadi di Torino: anche nel 2006, infatti, ci furono discussioni sui tedofori scartati e sui luoghi ignorati per il passaggio della fiaccola, fra cui l’Agordino come nel 1956. La vicenda coinvolgeva un loro concittadino, il quale nel gennaio del 1956 aveva percorso tre chilometri di strada fra Feltre e Sedico-Bribano, tenendo alta in mano la fiaccola diretta a Belluno.

Bulf e Smerilli si erano accorti che nelle bacheche della scuola era conservato, ormai ignorato e forse impolverato, un esemplare della fiaccola dei Giochi di Cortina 1956. Perché una fiaccola olimpica al glorioso istituto minerario? Chi l’aveva portata?

La risposta non tardò ad arrivare. Grazie alla memoria storico-sportiva di Dario De Nardin, si riuscì a collegare il simbolo olimpico al nome di Antonio Luigi Ganz.

Conosciuto ad Agordo come “el Gigi de la pace”, Ganz aveva avuto dei significativi trascorsi sportivi negli anni ’50 del secolo scorso sia come ottimo portiere della squadra di calcio che come forte podista.

Nel 1956 Gigi Ganz, classe 1932, frequentava l’ultimo anno del minerario al Follador e l’anno prima, come portacolori del Gruppo Sportivo dell’Istituto, aveva vinto alla grande i campionati provinciali studenteschi di corsa campestre a Cavarzano, “seminando” tutti gli avversari con una strepitosa volata finale che lasciò di sasso soprattutto i blasonati bellunesi, sorpresi da un atleta delle scuole di periferia solitamente viste con sufficienza e snobbismo.

Tale performance fu determinante per la sua candidatura a tedoforo, per la quale ebbero pure il loro peso i buoni uffici interposti dal professor Giuseppe Campolo, l’ottimo insegnante di educazione fisica, nativo di Reggio Calabria, che fu docente al Follador e all’annessa scuola di avviamento professionale dal 1951 al 1959. Fu lui, unitamente all’allora preside Carlo Piva, ad accompagnare in macchina Gigi nella zona di Santa Giustina dove era stato stabilito avvenisse la sua staffetta. (…)
Loris Santomaso

Autore

  • Sono nato a Pieve di Cadore nel 1965. Mi sono diplomato al liceo classico "Tiziano" di Belluno e laureato all'Università di Padova in Lettere classiche (Glottologia). Sono sposato dal 1996 con Roberta, abbiamo tre figli. • Ho mosso i primi passi nel giornalismo televisivo a Teledolomiti, sono diventato giornalista professionista all'Amico del Popolo nel 1998. Ho scritto e scrivo di un po' di tutto: ladino e minoranze linguistiche, confini della Marmolada, autonomia e autonomie, acque ed energie, ambiente e territorio, sanità e salute, strade ferrovie e trasporti, Europa, Ucraina, ritratti, cultura e spettacoli. Nel 2000 ho realizzato in html il sito internet www.amicodelpopolo.it, occupandomi della sua struttura per un paio di decenni. Ho realizzato i modelli del layout del giornale cartaceo prima con Cci e poi con Indesign. • Al di là del lavoro, la mia passione di studio rimane la linguistica: ho pubblicato diverse cose soprattutto su questioni di ladino e dialetti della provincia di Belluno. Nel 2025 ho coordinato la realizzazione del manuale «Scrivere i dialetti bellunesi», primo tentativo di grafia unitaria per tutte le parlate della provincia di Belluno. • Mi sono ritrovato a ideare e organizzare iniziative di un certo rilievo, su tutte direi la mostra di Tiziano in San Rocco a Belluno nell'autunno 2005 e il Cammino delle Dolomiti. • Sono mappatore OSM.

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Una risposta

  1. Una bella storia che ha profumo di vero spirito olimpico! Grazie a chi l ha riscoperta e un tributo ai protagonisti.

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