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7 Febbraio 2026, San Riccardo

«Non voglio più assistere mia mamma anziana»

«Era proprio tua mamma che ti teneva per mano, quando facevi i primi passi. Non dimenticarti di tenerla per mano, quando lei farà i suoi ultimi passi».

L’assistenza a un genitore anziano è una delle situazioni che potrebbero presentarsi nel corso della vita di ognuno di noi.

Oltre al trasporto emotivo segnato da sentimenti positivi, nell’intento di far sentire gli anziani amati, compresi e rispettati, entrano spesso in gioco diversi fattori, come i pericolosi sensi di colpa o addirittura la frustrazione di un’imminente perdita.

Una delle sfide maggiormente impegnative è quando un genitore inizia a lasciarsi andare, perdendo autonomia e diventando sempre più dipendente. Ciò porta necessariamente a una ristrutturazione della dinamica familiare e spesso il desiderio della famiglia di “fare il bene” si contrappone al senso di colpa che nasce dalla consapevolezza di dover delegare la cura del proprio familiare a un soggetto terzo, a una donna sconosciuta, spesso straniera e non richiesta e non voluta dall’anziano stesso.

Una gestione ottimale di questa trasformazione richiede pazienza e comprensione. In questi momenti potrebbe rendersi necessario prendere decisioni difficili e complicate. L’apertura a un dialogo su esigenze, aspettative, preoccupazioni, facilita l’adattamento a nuove dinamiche familiari, creando le basi per una convivenza armoniosa e un ambiente domestico positivo .

Uno degli aspetti meno discussi, quando si parla di assistenza al genitore, è la perdita di libertà, il dover compiere sacrifici in termini familiari, lavorativi ma anche personali. Anche la difficoltà di prendersi del tempo per sé stessi potrebbe accentuare la sensazione di stress. E può emergere la rabbia del figlio nei confronti del genitore anziano.

È importante riuscire a trovare un buon equilibrio per sfogare le emozioni negative ma anche apprendere come gestirle sempre meglio, per evitare di incorrere in liti dovute alla situazione frustrante. Per questo è importante un’apertura al dialogo, seppur complicato, che rappresenta una via percorribile e spesso molto utile per giungere a un nuovo equilibrio da parte di tutta la famiglia.
(…)
Gianfranco Conati

Sul numero 42 dell’Amico del Popolo “di carta” del 23 ottobre, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere per intero l’articolo del geriatra Gianfranco Conati per la nuova rubrica «Con i capelli bianchi». Nella stessa pagina Irene Dal Mas firma «Fonte di saggezza o peso per la società? La vecchiaia vista dagli antichi».

Autore

  • Sono nato a Pieve di Cadore nel 1965. Mi sono diplomato al liceo classico "Tiziano" di Belluno e laureato all'Università di Padova in Lettere classiche (Glottologia). Sono sposato dal 1996 con Roberta, abbiamo tre figli. • Ho mosso i primi passi nel giornalismo televisivo a Teledolomiti, sono diventato giornalista professionista all'Amico del Popolo nel 1998. Ho scritto e scrivo di un po' di tutto: ladino e minoranze linguistiche, confini della Marmolada, autonomia e autonomie, acque ed energie, ambiente e territorio, sanità e salute, strade ferrovie e trasporti, Europa, Ucraina, ritratti, cultura e spettacoli. Nel 2000 ho realizzato in html il sito internet www.amicodelpopolo.it, occupandomi della sua struttura per un paio di decenni. Ho realizzato i modelli del layout del giornale cartaceo prima con Cci e poi con Indesign. • Al di là del lavoro, la mia passione di studio rimane la linguistica: ho pubblicato diverse cose soprattutto su questioni di ladino e dialetti della provincia di Belluno. Nel 2025 ho coordinato la realizzazione del manuale «Scrivere i dialetti bellunesi», primo tentativo di grafia unitaria per tutte le parlate della provincia di Belluno. • Mi sono ritrovato a ideare e organizzare iniziative di un certo rilievo, su tutte direi la mostra di Tiziano in San Rocco a Belluno nell'autunno 2005 e il Cammino delle Dolomiti. • Sono mappatore OSM.

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Una risposta

  1. Le situazioni che si presentano sono specifiche e differenti quasi una dall’altra, è difficile raggrupparle, forse perché ogni persona è irripetibile e creativa. La soluzione di mettere gli anziani in casa di riposo sta diventando proibitiva per le rette troppo elevate e per la cattiva fama che queste strutture hanno acquistato nel tempo: da molti sono considerate delle prigioni nelle quali diventi un semplice numero di matricola e non vali più nulla, l’assistenza è di bassa qualità. Concludi i tuoi anni nell’abbandono e nell’indifferenza più totale.

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