A un mese dalle elezioni regionali, Confcooperative Belluno e Treviso sollecita i candidati a inserire nelle loro agende politiche mirate per i giovani, in un contesto segnato da crisi demografica e crescente disagio sociale.
«In una società che invecchia drammaticamente, serve un cambio culturale e di approccio», afferma Luca Sartorato, presidente di Federsolidarietà Belluno e Treviso. «È necessario riportare al centro la cura della persona e adottare un piano strategico per il welfare che guardi al futuro dei nostri giovani».
Confcooperative sottolinea come fenomeni quali violenza, abuso di sostanze, abbandono scolastico e ritiro sociale siano sempre più diffusi. «Sentiamo la necessità di lanciare un appello alla politica, perché assuma l’impegno di affrontare la tematica in modo serio nei prossimi anni».
Per Mauro Gazzola, delegato area Minori, i giovani si percepiscono privi di peso politico e sociale: «Pensiamo, ad esempio, al tema della casa, totalmente inaccessibile. Questa percezione può alimentare i fenomeni violenti».
Dal 1995 a oggi la popolazione tra gli 11 e i 19 anni è scesa dal 23% all’8% del totale. «I giovani di oggi sono gli adulti di domani», osserva Sartorato, «sono il futuro di questo territorio e del Paese».
Le 66 cooperative sociali associate danno lavoro a oltre 10 mila persone e sviluppano 244 milioni di fatturato, operando nell’assistenza agli anziani, nell’inclusione dei più fragili e nel sostegno ai minori.
«La nostra proposta», conclude Sartorato, «è un nuovo patto di sussidiarietà con le istituzioni locali, per superare la logica delle emergenze e garantire sostenibilità e innovazione nei servizi».
Confcooperative Belluno e Treviso rappresenta 133 imprese cooperative con 33.629 soci e 8.984 addetti e un fatturato di 1 miliardo e 766 milioni di euro nel 2023. Il settore agroalimentare, nello specifico, riunisce 32 cooperative a Treviso e 7 a Belluno e da solo genera un fatturato che sfiora il miliardo e 400 milioni di euro: mentre a Belluno il settore prevalente è quello lattiero-caseario, nella provincia di Treviso le cooperative svolgono molteplici attività e tra queste prevale quella del comparto vitivinicolo. I prodotti delle cooperative bellunesi e trevigiane sono presenti sui più importanti mercati mondiali e partecipano con quote significative all’export del Veneto. Il settore sociale rappresenta 66 cooperative, di cui 11 a Belluno e 55 a Treviso, tocca i 244 milioni di fatturato e dà lavoro al oltre 10 mila persone. Le tipologie sono: cooperative di tipo A – servizi sociosanitari, ricreativi, educativi e ludico culturali (34 in tutto), di tipo B – inserimento lavorativo di persone svantaggiate (16) e plurime (16); ci sono infine tre consorzi.










