LA TABELLA – Orario feriale scolastico. In viola i tempi d’attesa inferiori ai 5 minuti, a rischio di perdere la coincidenza. In verde il tempo di interscambio ottimale, compreso fra 5 e 20 minuti. In giallo un’attesa già troppo lunga, fra i 20 e i 30 minuti. In arancio l’attesa fra i 30 e i 50 minuti: esagerata. In rosso l’improponibile attesa tra i 50 e i 60 minuti. In nero l’attesa superiore a un’ora, imbarazzante. Le corriere per Zoldo sono gestite da DolomitiBus, quelle per Claut da TPL-FVG (Friuli).
A Longarone, da Belluno, ogni giorno arrivano 9 treni, con ottimo orario cadenzato, per generare 18 correlazioni con le corriere verso Zoldo e verso Claut. In teoria. Perché poi in realtà 6 corriere non ci sono proprio, soltanto 4 scambiano col treno con tempi d’attesa ottimali, 8 propongono cambi assurdi e tra questi ben 5 con attese superiori all’ora. Più o meno lo stesso in senso inverso.
Facciamo un esempio. A Longarone alle 6.56 parte un treno per Belluno, in tempo per l’inizio delle scuole. Ma nessuna corriera arriva in stazione a Longarone per quell’ora, né da Zoldo né da Claut. Il treno successivo delle 7.56? La corriera da Zoldo c’è ma il tempo di attesa in stazione è di 47 minuti.
TreniBelluno.it, su richiesta dell’Amico del Popolo, ha raccolto i dati di tutte le coincidenze indicando criticità e soluzioni. È la Settimana Europea della Mobilità, sul sito ufficiale TreniBelluno presenterà l’esito dell’inchiesta esclusiva.
Valli irraggiungibili. Si parla tanto di lotta allo spopolamento, ma nel caso delle relazioni fra treno e bus sulla linea ferroviaria del Cadore siamo al ridicolo.
«Collegare» significa ridurre la marginalità e l’isolamento. Significa perfino attenuare una delle cause dei suicidi (L’Amico del Popolo n. 36 p. 6). Non si può contrastare lo spopolamento senza collegamenti efficienti e rapidi.
La Regione del Veneto e Trenitalia hanno fatto la loro parte, negli anni scorsi, con corse frequenti e cadenzate. A questo punto la questione interpella direttamente DolomitiBus e chi ne controlla le politiche del Trasporto Pubblico Locale: la risposta tocca dunque alla Provincia di Belluno.
Sul numero 37 dell’Amico del Popolo “di carta” del 18 settembre, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere l’intera inchiesta esclusiva sulle (non) coincidente treno-corriera.
Sono nato a Pieve di Cadore nel 1965. Mi sono diplomato al liceo classico "Tiziano" di Belluno e laureato all'Università di Padova in Lettere classiche (Glottologia). Sono sposato dal 1996 con Roberta, abbiamo tre figli. • Ho mosso i primi passi nel giornalismo televisivo a Teledolomiti, sono diventato giornalista professionista all'Amico del Popolo nel 1998. Ho scritto e scrivo di un po' di tutto: ladino e minoranze linguistiche, confini della Marmolada, autonomia e autonomie, acque ed energie, ambiente e territorio, sanità e salute, strade ferrovie e trasporti, Europa, Ucraina, ritratti, cultura e spettacoli. Nel 2000 ho realizzato in html il sito internet www.amicodelpopolo.it, occupandomi della sua struttura per un paio di decenni. Ho realizzato i modelli del layout del giornale cartaceo prima con Cci e poi con Indesign. • Al di là del lavoro, la mia passione di studio rimane la linguistica: ho pubblicato diverse cose soprattutto su questioni di ladino e dialetti della provincia di Belluno. Nel 2025 ho coordinato la realizzazione del manuale «Scrivere i dialetti bellunesi», primo tentativo di grafia unitaria per tutte le parlate della provincia di Belluno. • Mi sono ritrovato a ideare e organizzare iniziative di un certo rilievo, su tutte direi la mostra di Tiziano in San Rocco a Belluno nell'autunno 2005 e il Cammino delle Dolomiti. • Sono mappatore OSM.
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2 risposte
Incontri, tavole rotonde, ecc. Tutte cose buone, almeno nelle intenzioni, ma cerchiamo di capire che solo con le buone intenzioni, se non sono seguite dai fatti, che sono poi i bisogni quotidiani, non si va da nessuna parte.
Sono curioso di vedere se alle prossime regionali di novembre i cittadini della Provincia continueranno a votare chi ha distrutto trasporti e sanità (due aspetti non proprio marginali nella vita delle persone che contribuiscono fortemente al decino economico e demografico) oppure se finalmente inizieranno a prenderne coscienza. Forse c’è ancora tempo per invertire la rotta.
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Incontri, tavole rotonde, ecc. Tutte cose buone, almeno nelle intenzioni, ma cerchiamo di capire che solo con le buone intenzioni, se non sono seguite dai fatti, che sono poi i bisogni quotidiani, non si va da nessuna parte.
Sono curioso di vedere se alle prossime regionali di novembre i cittadini della Provincia continueranno a votare chi ha distrutto trasporti e sanità (due aspetti non proprio marginali nella vita delle persone che contribuiscono fortemente al decino economico e demografico) oppure se finalmente inizieranno a prenderne coscienza. Forse c’è ancora tempo per invertire la rotta.