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7 Febbraio 2026, San Riccardo

Deborah Compagnoni: «Non ero più una bambina e non ancora un’atleta»

L’estate del 1985 «in un giusto equilibrio tra sogni, famiglia e libertà». Ce la racconta Deborah Compagnoni, per la rubrica «La mia estate più bella».

Deborah Compagnoni medaglia d’oro ai Giochi di Nagano 1998.

Era un periodo particolare: da un lato c’era ancora l’adolescenza, con la sua leggerezza, gli svaghi e i sogni simili a tutti i miei coetanei ed amici, dall’altro cominciavo già a sentire le prime responsabilità legate all’attività agonistica. Mi allenavo con la nazionale, partivo per Cervinia, per il Monte Bianco, e per le altre località dove si poteva sciare nella stagione calda. Ma poi tornavo a casa e lì c’erano ancora mia nonna e mio nonno. Li aiutavo in albergo, stavo con loro, vivevo momenti semplici e autentici, spensierati.

Deborah con il fratello Yuri.

Quell’estate rappresenta un passaggio importante della mia esistenza: non ero più una bambina, ma non ero ancora immersa completamente nella vita da atleta, con le pressioni e le aspettative che ciò comportava. Se dovessi cercare una definizione che ne riassuma il senso, direi che era una specie di “fase di mezzo”, dove c’era ancora spazio per la spensieratezza, ma iniziavo a capire cosa significasse avere degli impegni. Credo fosse il 1985 o il 1986, sì quegli anni lì.

Ecco, quella è stata forse la mia estate più bella, trascorsa in un giusto equilibrio tra sogni, famiglia e libertà. Dopo non sarebbe più stato così: sarei stata sempre più presa dallo sci, dagli allenamenti, dalle gare, dall’agonismo. Sarebbe iniziata una nuova stagione della mia vita, bella, straordinaria, vincente, ma totalmente diversa rispetto a quell’estate di metà anni Ottanta.

Sul numero 37 dell’Amico del Popolo “di carta” del 18 settembre, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere l’intera testimonianza di Deborah Compagnoni per «La mia estate più bella».

Autore

  • Sono nato a Pieve di Cadore nel 1965. Mi sono diplomato al liceo classico "Tiziano" di Belluno e laureato all'Università di Padova in Lettere classiche (Glottologia). Sono sposato dal 1996 con Roberta, abbiamo tre figli. • Ho mosso i primi passi nel giornalismo televisivo a Teledolomiti, sono diventato giornalista professionista all'Amico del Popolo nel 1998. Ho scritto e scrivo di un po' di tutto: ladino e minoranze linguistiche, confini della Marmolada, autonomia e autonomie, acque ed energie, ambiente e territorio, sanità e salute, strade ferrovie e trasporti, Europa, Ucraina, ritratti, cultura e spettacoli. Nel 2000 ho realizzato in html il sito internet www.amicodelpopolo.it, occupandomi della sua struttura per un paio di decenni. Ho realizzato i modelli del layout del giornale cartaceo prima con Cci e poi con Indesign. • Al di là del lavoro, la mia passione di studio rimane la linguistica: ho pubblicato diverse cose soprattutto su questioni di ladino e dialetti della provincia di Belluno. Nel 2025 ho coordinato la realizzazione del manuale «Scrivere i dialetti bellunesi», primo tentativo di grafia unitaria per tutte le parlate della provincia di Belluno. • Mi sono ritrovato a ideare e organizzare iniziative di un certo rilievo, su tutte direi la mostra di Tiziano in San Rocco a Belluno nell'autunno 2005 e il Cammino delle Dolomiti. • Sono mappatore OSM.

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