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7 Febbraio 2026, San Riccardo

Don Antoniol ricorda l’arresto: «In Niger un’estate durata 8 anni. Torna nei sogni e nella nostalgia»

In vent’anni di esperienza missionaria in Costa d’Avorio e Niger, quante estati da ricordare! Anzi era sempre estate lì, soprattutto in Niger dove di rado la temperatura scende sotto i 30°. (…)

Ma c’è una cosa che ricordo particolarmente, perché a volte mi agita le notti anche dopo il rientro: la prigione. Solo due giorni passati nella prigione di Tillabery, a 200 km dalla capitale Niamey e a 300 km da Gaya, la cittadina dove vivevo. I motivi del mio arresto non sono mai stati chiari: ero accusato di corruzione senza aver corrotto nessuno. (…)

Interrogato ho dato la mia versione dei fatti. Consegno al giudice la ricevuta bancaria del versamento della somma pattuita e ribadisco che la scuola che stavamo costruendo non me la sarei portata in Italia, ma la donavo alla Chiesa del Niger per il bene di tutti i bambini, soprattutto di chi non poteva avere accesso all’educazione.

Per tutta risposta mi hanno sbattuto in prigione. Su 300 detenuti, io ero l’unico bianco. Ho passato la prima notte senza dormire perché lo spazio era insufficiente; ci si poteva distendere a turno o stare seduti, occupando il minor suolo possibile. I bagni erano secchi ai quattro angoli della sala, nessuna privacy. Alle sei del mattino le porte sono state aperte e tutti siamo usciti in cortile, in fila per le docce e per le latrine stando attenti a dove mettere i piedi perché le fogne a cielo aperto formavano dei fiumiciattoli maleodoranti. Più tardi la colazione che era l’unico pasto del giorno: una specie di polenta di miglio con un condimento dagli ingredienti sconosciuti. Il caldo era insopportabile e i detenuti a petto nudo mostravano i segni di malattie della pelle e della malnutrizione. I più fortunati ricevevano cibo dai parenti che venivano in visita. (…)
Augusto Antoniol

Sul numero 35 dell’Amico del Popolo “di carta” del 4 settembre 2025, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere il racconto di Augusto Antoniol per la rubrica “La mia estate più bella”.

Autore

  • Sono nato a Pieve di Cadore nel 1965. Mi sono diplomato al liceo classico "Tiziano" di Belluno e laureato all'Università di Padova in Lettere classiche (Glottologia). Sono sposato dal 1996 con Roberta, abbiamo tre figli. • Ho mosso i primi passi nel giornalismo televisivo a Teledolomiti, sono diventato giornalista professionista all'Amico del Popolo nel 1998. Ho scritto e scrivo di un po' di tutto: ladino e minoranze linguistiche, confini della Marmolada, autonomia e autonomie, acque ed energie, ambiente e territorio, sanità e salute, strade ferrovie e trasporti, Europa, Ucraina, ritratti, cultura e spettacoli. Nel 2000 ho realizzato in html il sito internet www.amicodelpopolo.it, occupandomi della sua struttura per un paio di decenni. Ho realizzato i modelli del layout del giornale cartaceo prima con Cci e poi con Indesign. • Al di là del lavoro, la mia passione di studio rimane la linguistica: ho pubblicato diverse cose soprattutto su questioni di ladino e dialetti della provincia di Belluno. Nel 2025 ho coordinato la realizzazione del manuale «Scrivere i dialetti bellunesi», primo tentativo di grafia unitaria per tutte le parlate della provincia di Belluno. • Mi sono ritrovato a ideare e organizzare iniziative di un certo rilievo, su tutte direi la mostra di Tiziano in San Rocco a Belluno nell'autunno 2005 e il Cammino delle Dolomiti. • Sono mappatore OSM.

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