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7 Febbraio 2026, San Riccardo

Pochissimi giorni per vedere il quadro di Solario tornato al Fulcis dopo il furto

Dopo la gioia e la soddisfazione che hanno accompagnato il ritorno a Belluno della Madonna con Gesù Bambino attribuita ad Antonio Solario e rubato nel 1973 (qui la storia del furto e del rientro) il dipinto sarà esposto ancora per qualche giorno. Tutti coloro che vorranno vederlo potranno farlo fino a domenica 27 luglio al Museo Civico di Palazzo Fulcis, prima che l’opera venga affidata a un necessario intervento di restauro conservativo.

Il dipinto infatti, non versa in buone condizioni di conservazione. In particolare il supporto in legno si è fratturato in più punti, causando il sollevamento e la caduta di alcune piccole porzioni della superficie pittorica. “L’opera ha urgente bisogno di un intervento di restauro”, spiega il conservatore dei Musei civici, Carlo Cavalli che ha annunciato: “Di questo abbiamo già cominciato a discutere con la competente Soprintendenza. Procederemo per gradi, cogliendo questa occasione unica anche per studiare il dipinto, effettuare indagini sui materiali di cui è composto e sulla tecnica di esecuzione, e orientare così le decisioni che dovranno essere prese durante l’intervento”.

Questo recupero ben si lega a un imminente, importante, anniversario del Museo: nel 2026, infatti, ricorrono i 150 dalla sua apertura. Nel primitivo allestimento il dipinto di Antonio Solario (allora creduto di Giovanni Bellini) e le due Madonne di Bartolomeo Montagna costituivano le “punte di diamante” della pinacoteca cittadina, parte della collezione donata alla città dal medico bellunese Antonio Giampiccoli. Al termine del restauro, e dopo le opportune iniziative di valorizzazione, il dipinto troverà posto proprio accanto ai due Montagna nella sala n. 1, quella dedicata al nucleo fondativo del Museo civico.

“Il rientro di quest’opera è stato un evento storico e simbolico per la nostra città”, ha detto il sindaco, Oscar De Pellegrin. “E’ nostro preciso dovere ed è nostra volontà, ora, valorizzarlo al meglio attraverso il restauro, restituendogli poi il posto che merita nella collezione museale e rendendo omaggio, al contempo, alla sua travagliata vicenda”.

Dopo aver ricordato la complessa operazione sul fronte giudiziario, diplomatico, politico e amministrativo che ha permesso il ritorno a casa dell’opera di Solario, ha voluto sottolineare l’importanza del restauro anche l’assessore alla Cultura, Raffaele Addamiano: “Ora ci impegneremo con la stessa determinazione per garantire all’opera le cure necessarie: il restauro sarà il prossimo passo, e poi finalmente il dipinto potrà essere restituito al pubblico e trovare il posto che merita nella nostra collezione civica”.

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