Domenica 29 giugno, dopo anni di attesa dovuti alla pandemia, la Famiglia Bellunese di Basilea ha potuto nuovamente accogliere soci, socie e familiari nella storica Festa campestre. L’appuntamento, che affonda le radici nella lunga storia
dell’emigrazione bellunese in Svizzera, ha rappresentato un momento di incontro, memoria e comunità, anche grazie alla presenza del presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm), Oscar De Bona, e del direttore Marco Crepaz.
«Siamo davvero felici di avervi qui con noi e di essere ripartiti dopo questa lunga pausa», afferma il presidente della Famiglia Bellunese di Basilea, Giuseppe Piazza, «non è stato facile ricominciare, ma era doveroso farlo. La nostra comunità ha bisogno di momenti di incontro e di condivisione». A fare gli onori di casa, oltre a Piazza, anche la segretaria Lorena Plattner Masoch e il consigliere Ivo Da Rozze, assieme a tutto il comitato organizzativo e ai volontari che hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento.
L’iniziativa ha assunto anche un valore simbolico: quello della continuità tra generazioni e della memoria condivisa. La Famiglia di Basilea è una delle più storiche tra quelle fondate all’estero. È stata, assieme a quella di Zurigo, la prima a essere fondata. «Sono quasi sessant’anni di storia, di presenza e di testimonianza viva del legame con la nostra terra d’origine», afferma De Bona.
Il momento conviviale è stato all’altezza della tradizione: i volontari hanno infatti preparato piatti tipici bellunesi e svizzeri, creando un’atmosfera familiare e autentica. Crepaz, nel suo intervento, ha voluto rimarcare inoltre l’importanza del sostegno dei soci e delle socie all’attività dell’associazione e ha poi invitato i presenti a contribuire attivamente con materiali e testimonianze. La foto di gruppo scattata a fine giornata ha simbolizzato questo spirito intergenerazionale. ell’immagine, volti di chi è partito da Belluno negli anni Sessanta, di figli nati e cresciuti in Svizzera, di nipoti e pronipoti che oggi rappresentano il futuro di una comunità che non ha mai smesso di sentirsi unita, nonostante la distanza eografica.
Martina Balbinot, Selina Jin, Alessandro Cresta










